Cibo, chiave di volta della sostenibilità. Dopo quattro anni, sono tornati in presenza Terra Madre e il Salone del Gusto 2022
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Carlo Petrini: “Il primo e vero problema del cambiamento climatico è il sistema alimentare”. Nella nuova cornice di Parco Dora, è tornata Terra Madre Salone del Gusto, dal 22 al 26 settembre, con oltre 700 espositori da tutta Italia e tutto il mondo e più di 500 eventi.
Rigenerazione è la parola chiave del ritorno in presenza del più grande evento internazionale dedicato al cibo, alla sua produzione e alle politiche alimentari. La 14esima edizione dell’evento si è tenuta negli spazi di Parco Dora, ex area industriale, che da circa 15 anni è al centro di un progetto di trasformazione urbana. La scelta è fortemente simbolica e ricalca il tema della manifestazione: rigenerare non significa necessariamente riprodurre, piuttosto, riqualificare. Se fino alla fine degli anni Novanta, vi sorgevano fabbriche e impianti produttivi, oggi diventa la cornice dell’evento internazionale, in presenza, tra i più attesi, dopo lo stop dovuto al Covid, con più di 150 delegazioni provenienti da tutto il mondo e 500 eventi da seguire dal sapore internazionale.
Ri(generazione), quando le nuove generazioni sono al centro
Nell’evento di inaugurazione vengono ringraziati, per primi, i giovani. Sono infatti molte le realtà scolastiche che hanno deciso di collaborare con Slow Food alla creazione dell’evento. Passeggiando per il centro del Parco Dora, tra gli stand centrali, è stato possibile incontrare e parlare con i tanti giovani che, come volontari, gestiscono diversi stand e danno informazioni ai visitatori.
In questo modo si è potuto conoscere la realtà dell‘orto in condotta: 500 progetti che, nei giardini delle scuole, avvicinano scolari, insegnanti e famiglie alla terra. Seguendo il Sentiero della biodiversità, si scopre, in diverse tappe, l’importanza della rigenerazione ambientale e della sicurezza alimentare garantita da determinati alimenti.

In una di queste tappe, i volontari di uno dei tanti plessi scolastici che hanno collaborato direttamente con Slow Food: il liceo V. Gioberti. In grandi tavolate piene di legumi, portati da tutte le parti del mondo da parte delle diverse delegazioni, i giovani liceali giobertini hanno raccontato l’importanza della biodiversità alimentare ai tanti curiosi che si fermavano a scoprire fagioli, frutta secca e castagne provenienti da tutto il mondo.
Gino Strada e Berta Caceres, due esempi di lotta per la vita
Le due arene principali erano dedicate a due attivisti che hanno veramente saputo generare e ri-generare vita. Gino Strada, fondatore di Emergency, scomparso l’anno scorso, che si è da sempre battuto contro le ingiustizie sociali e la guerra; Berta Caceres, ambientalista assassinata per il suo attivismo a sostengo e protezione delle popolazioni indigene. Non è un caso che la parola chiave sia “Regeneraction”, che include anche la parola azione. Non c’è più tempo, bisogna agire, fin da subito, per una ripartenza che non sia un cambio di rotta, ma che prosegua la battaglia iniziata.
Se non siamo consapevoli che saranno solo le rinnovabili, l’economia circolare e la capacità di scommettere sul futuro la vera svolta, (…) se non andiamo avanti in quella direzione, non c’è intervento d’urgenza che ci salverà la pelle.
Paolo Gentiloni
Ripartire dal cibo: siamo quello che mangiamo.
Sostenibilità significa cambio di paradigma. (…) Il primo terreno “da arare”, la prima cosa da fare, è diminuire lo spreco.
Carlo Petrini
A conclusione della conferenza inaugurale, ha preso la parola il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. Il suo è stato un intervento breve ma tagliente. Parte con una semplice affermazione: il primo e vero problema del cambiamento climatico è il sistema alimentare.

Rispetto alla mobilità che è responsabile del 17% della CO2 emessa in atmosfera, il sistema alimentare ne è colpevole per il ben 37%. Il primo vero problema, da risolvere nell’immediato, secondo l’oratore, è lo spreco alimentare: assurdo pensare che vi sia circa un miliardo e 700 milioni di persone ipernutrite, con problemi di salute, quando milioni di persone soffrono la fame. Assurdo pensare che un miliardo e mezzo di tonnellate di cibo edibile, per cui è stato impiegato terreno e acqua, venga gettato via. Bisogna partire dalla nostra quotidianità e fare delle scelte, che non dobbiamo intendere come mortificanti, ma rigeneranti.
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- Carola Speranza
- Dopo aver conseguito la doppia laurea triennale nel dipartimento di Lettere moderne all’Università degli studi di Torino e Université Savoie Mont-Blanc, ottiene la laurea magistrale binazionale in Filologia moderna all’Università Sapienza di Roma e Sorbonne Université di Parigi. È fondatrice e autrice del blog “Grandi Storielle”.
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