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Energie di comunità: innovazione e sostenibilità al Politecnico di Torino

| Redazione

Tempo di lettura: 4 minuti

Energie di comunità: innovazione e sostenibilità al Politecnico di Torino
Il Politecnico di Torino ha ospitato un evento sulle Comunità Energetiche Solidali (CER), discutendo il loro potenziale come modelli innovativi di sviluppo sostenibile. Durante l’incontro, esperti e partecipanti hanno analizzato come le CER possano contribuire alla transizione energetica e ridurre le disuguaglianze socio-economiche.

Nella giornata di sabato 1° febbraio si è tenuto presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino un momento di incontro e dibattito sul tema delle CER.

Nucleo centrale della mattinata verteva su come le CER possano divenire modelli innovativi di sviluppo sostenibile basate sulla collaborazione e con un forte impatto sulle comunità. Ci si è chiesti, tra partecipanti ed esperti, se le comunità energetiche possano portare risposte concrete e inclusive sul tema della transizione energetica oltre che disuguaglianze socio-economiche. Sin dal momento di saluti istituzionali, il direttore del Dipartimento di Energia del Politecnico Alberto Terconi ha posto l’accento sul public engagement e sulla centralità del protagonismo e della partecipazione per la sensibilizzazione alla transizione ecologica, impegno che l’accademia porta avanti attraverso la Terza Missione.

Il Mons. Mauro Rivella, Vicario episcopale Affari economici dela Curia metropolitana, riporta la centralità della parola comunità nelle CER: la comunità si presenta come motore di azione per un cambiamento sul tema energia ma anche e soprattutto per ribaltare la frammentazione e parcellizzazione della società di oggi verso una visione di sistema. Rinnova quanto sia per loro importante accogliere e coinvolgere tutte le persone verso il bene comune.

Chiude il giro di saluti istituzionali il presidente della Fondazione di Partecipazione Energie di comunità Fabrizio Mola. Anche in questo intervento viene posto l’accento sul nome della Fondazione: ENERGIE come promozione del rinnovabile e attenzione al consumo e COMUNITA’ come meccanismo di nuove relazioni. La Fondazione vuole diventare strumento di partecipazione e di lettura dei bisogni sociali a partire dai territori stessi, oltre che spazio di condivisione e motore di un cambiamento concreto e sistemico come riportato nella Laudato sì. Lo stimolo che viene lasciato alla platea e agli esperti verte attorno alla domanda “che tipo di mondo vogliamo lasciare a chi verrà dopo?”.

Microlezioni di comunità sostenibile

Maria Ferrara introduce l’intera mattinata di lavori e in apertura dalle micro-lezioni pone l’accento sulla multidisciplinarietà di approcci che si sono susseguiti richiamando quanto sia importante che il sapere esperto accademico esca dai confini dell’accademia per parlare alle persone e ai territori.

Mario Salomone (Weec International) porta un intervento che mostra quanto ambiente, energia e società siano interconnesse e centrali nell’evoluzione umana sin dall’era dei primitivi: il modo in cui si produce e usa energia è frutto di scelte che la società compie. Ripercorre un breve excursus storico dei regimi socio-ecologici che si sono susseguiti fino all’epoca de La grande svolta con la rivoluzione industriale e quando si comincia a parlare di Antropocene – o altri nomi che vengono dati al fenomeno – momento in cui i limiti planetari vengono superati. Vengono citate diverse fonti e testi che hanno portato contributi al tema della produzione di energia e i nodi critici presenti sia nel fossile che nel rinnovabile.

Il fabbisogno complessivo di energia va ridotto non solo tramite l’efficientamento ma anche tramite un approccio sistemico, inquadrando, per esempio, l’attivazione di comunità energetiche in una prospettiva di nuova civilizzazione ecologico-(ri)territorialista, con diversi stili di vita, modelli di mobilità o organizzazione delle città, come la città dei 15 minuti.

Alessandro Sciullo (UNITO) analizza le CER nelle tre parole di cui si compone: Comunità, Energia e Rinnovabile e dove la dimensione del sociale si presenta come sfida. Le comunità si differenziano e identificano perché condividono identità, sono capaci di azione collettiva verso un bene comune ma vi è anche un rischio di esclusione. Oggi vi è accordo nel ritenere il modello di produzione e consumo energetico insostenibile, eppure la società non può vivere senza energia. In questo quadro le CER possono diventare motore concreto di nuove forme di produzione e in contemporanea andare a colmare astorture sociali ed economiche.

Enrico Fabrizio (POLITO) affronta la sfida della riqualificazione energetica e racconta una serie di progetti di ricerca su cui è impegnato il Politecnico. Riporta alcuni dati, oggi 60 famiglie, l’8,5% della popolazione italiana, affrontano situazioni di povertà energetica (2021). La situazione di povertà energetica si verifica quando le spese per il consumo di energia superano del 10% il reddito medio di una famiglia.

Maurizio Repetto, domanda centrale dell’intervento è come le CER potranno incidere sulla produzione di nuova energia? Presenta quelli che sono gli attuali sistemi di produzione e distribuzione dell’energia – dalla produzione concentrata al consumatore – descrivendone le caratteristiche. Al termine della presentazione parla di energia “a km 0”, come energia verde e da distribuire alla comunità. All’interno di tale paradigma si possono inserire le CER.

Chiude la tornata di micro-lezioni Alessandro Svaluto Ferro che richiama a quanto sia necessario trovare un equilibrio tra le dimensioni economica, sociale e ambientale. La Fondazione vuole essere il modo per dare protagonismo alle persone e alle comunità, diventando un solo soggetto giuridico come cappello di diverse esperienze e configurazioni territoriali.

TAVOLA ROTONDA E CALL TO ACTION

Il dibattito prosegue con una tavola rotonda moderata da Matteo Bilardo, in cui esperti, rappresentanti istituzionali e attori locali si sono confrontati. Seduti al tavolo vi erano: il professor Angelo Tartaglia, il Green Team PoliTo, un rappresentante dell’Energy Center PoliTo, un Animatore di CERs, l’ANCI Piemonte, il CNA Torino e Confcooperative. Ciascuno è intervenuto sul tema delle CER, si sono confrontati sui passi concreti da fare verso la transizione energetica ma anche quelli che potrebbero essere dei nodi critici, sottolineando l’importanza della dimensione sociale e comunitaria.

Il pubblico è stato invitato a partecipare attivamente, portando domande e riflessioni che sono state poi poste agli esperti e ai partecipanti della tavola rotonda. Irene D’Aiuto chiude la mattinata richiedendo alla platea di diventare protagonista delle CER, rinnovando la disponibilità da parte della Fondazione di supportare il processo di attivazione. L’approccio multidisciplinare e la dimensione comunitaria delle CER si possono porre come risposta concreta e quanto più possibile inclusiva, in un mondo sempre più segnato dalla crisi climatica, da ingiustizie socio-ambientali e dalle disuguaglianze sociali.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.