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“Il vero antivirus che abbiamo a disposizione è la conservazione della natura”. In questo contesto, infatti, le malattie-pandemie sono solo destinate a crescere.

| Redazione

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“Il vero antivirus che abbiamo a disposizione è la conservazione della natura”. In questo contesto, infatti, le malattie-pandemie sono solo destinate a crescere.

Mario Tozzi su “La Stampa” spiega: è devastando le foreste che nascono le pandemie. Così gli animali con i virus invadono le città. Tutte le epidemie hanno avuto lo stesso percorso: il rispetto della natura unica cura. A spingerci verso una “gigantesca riconversione ambientale delle attività produttive che comporti zero consumo di suolo e limitato consumo di risorse – osserva Tozzi – , oggi è soprattutto la salvaguardia della salute umana e dei viventi”.

Questo articolo fa parte del Dossier speciale Coronavirus, su cui la rivista “.eco” ha aperto il dibattito, con un focus particolare sul rapporto ambiente-salute-educazione ambientale

In un lungo articolo su “La Stampa” di lunedì 16 marzo (“Devastando le foreste nascono le pandemie. Così gli animali con i virus invadono le città”), Mario Tozzi condanna l’insipienza di sapiens.

Mario Tozzi interviene su LA STAMPA sul rapporto ambiente-salute

“Lo sconvolgimento degli ecosistemi preesistenti”, spiega Mario Tozzi, “si traduce in una perdita di natura complessiva che ha, fra le altre conseguenze devastanti, le pandemie che, dunque, non sono affatto casuali”. Lo conferma anche l’OMS: “il 75% delle malattie -come riporta Tozzi nel suo articolo -, può essere chiamato zoonosie ne conosciamo circa 200 al mondo, tutte connesse, da Ebola a Nipah, in un passaggio tipico che prevede sempre gli stessi step successivi:
1) deforestazione,
2) perdita o sterminio di predatori e crescita senza limiti delle specie-serbatoio,
3) prelievo e traffico illegale di queste specie,
4) mercati animali e nuovi spazi per i virus (gli slums metropolitani),
4) salto di specie.”
In questo contesto, ammonisce, le malattie-pandemie sono solo destinate a crescere.

Domande scomode e una amara risposta

“Ma questi aspetti – domanda Mario Tozzi – ci erano sconosciuti? E perché eravamo
così impreparati?” Perché, questa l’amara risposta, “è tipico dei sapiens non prepararsi al peggio probabile, se non è inevitabile”.
Ebola, conclude il noto geologo e conduttore televisivo (in questi mesi il sabato sera con Sapiens su Rai 3), “poteva essere un buon avvertimento. Non lo abbiamo ascoltato”.

Leggi anche Coronavirus, clima, salute e ambiente e gli altri articoli dello speciale dossier sul Coronavirus. Intervieni nel dibattito con testimonianze, proposte, riflessioni.