L’amore è rivoluzionario
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Abbracci veri tra israeliani e palestinesi, grazie a papa Francesco, a Verona. Abbracci sullo schermo nel film di Robert Guédiguian “E la festa continua!”. Un unico messaggio: le identità sono ricchezza se riescono a convivere, la solidarietà non ha confini, se si alza la voce in coro equità e giustizia possono prevalere.
(Nell’immagine di apertura, la chiesa occupata, da “E la festa continua!”)
Diversi episodi di questi giorni mi hanno fatto pensare a un bel film d’autore ora nelle sale, del regista francese (armeno di origine, marsigliese e proletario di nascita) Robert Guédiguian: “E la festa continua!”.
Lo sfondo è reale (il crollo di case fatiscenti che il 5 novembre del 2018 provocò a Marsiglia la morte di otto persone, la chiesa occupata dai senza casa, il centro di raccolta dei migranti, l’ospedale dove medici e infermieri si prodigano fino allo stremo – sembra l’Italia – in condizioni di penuria di personale e mezzi). Ma la storia (che non mira alla verosimiglianza) è una parabola di amore, perseveranza e solidarietà.
Amore ritrovato a sessant’anni, amore tra giovani desiderosi di famiglia anche se lei non può avere figli, amore di padre adottivo del vecchio comunista Antonio (in onore di Antonio Gramsci), amore per l’armonia nel coro popolare che si esercita paziente nella chiesa occupata. Amore della famiglia protagonista per la martoriata Armenia degli avi (dove si può anche voler andare per curare i feriti della guerra con il vicino Azerbajan), la sua cultura e i suoi piatti tipici amando allo stesso tempo Marsiglia, i migranti, gli sfruttati di ogni etnia.
Restare o tornare umani è possibile
Lontani (chiuso in un qualche altrove della città fondata dai Focesi) i “gruppuscoli” della frammentata, autoreferenziale e settaria sinistra – sembra l’Italia – che l’ecologista Rosa (in onore di Rosa Luxembourg) vorrebbe riunire in un’unica lista, speranza di riscatto per i quartieri degradati.
Visto nei giorni in cui a Verona un israeliano e un palestinese si abbracciano e si abbracciano con papa Francesco, segno che restare o tornare umani è possibile, proprio nei giorni in cui il mondo appare sempre più diviso e il “popolo” o strattonato di qua e di là o ipnotizzato da messaggi fuorvianti, il film insomma ci dice che l’identità può convivere con il senso di cittadinanza planetaria, che la felicità personale e quella collettiva si possono perseguire insieme, che alla fine gli accordi si possono trovare, in nome del bene comune. Che difficoltà, povertà e minacce si affrontano meglio se si riesce a far splendere un qualche sole.
La lista unitaria, alla fine, si farà. L’umanità dolente dei quartieri popolari di Marsiglia si riunirà, con voce forte e orgogliosa, intorno alla statua di Omero, quell’Omero (“cieco, ma non sordo”) di cui nella Marsiglia greca risuonava una delle versioni dei suoi poemi. La celebrazione corale dei martiri oscuri del 5 novembre 2018 è il segno che il riscatto è possibile.
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- MARIO SALOMONE
- Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.
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