Scuola: e con la pandemia fece la sua comparsa il multiverso

Dalla DAD alla DDI, questa sconosciuta: la pandemia ha stimolato la capacità di rinnovamento della scuola e se è vero che la scuola è in presenza, la didattica digitale integrata (DDI) dovrà continuare anche dopo la fine della pandemia. Ha portato multidimensionalità, nuove opportunità e ha schiuso la possibilità di un “multiverso”.

Ormai è più di un anno che la pandemia è presente nelle nostre vite, cambiando radicalmente consuetudini, modalità di lavoro e relazione. E la scuola sembra essere sempre al centro dell’attenzione, avendo un indiscusso ruolo sociale e una straordinaria forza propulsiva che è emersa in tutta la sua grandezza propria in tempi così oscuri. La pandemia ci ha insegnato molto, anche se è possibile asserire che non doveva essere proprio questa l’occasione per un’ottica di apertura e di radicale rinnovamento.

Ma la scuola è stata all’altezza del suo compito, trasformando le criticità in opportunità e sapendo rinnovarsi al momento opportuno. Prima con l’introduzione della DAD, approfondendola adesso in Didattica Digitale Integrata, che è diventata, a mio avviso, una rivoluzione copernicana tanto attesa.

Le Linee Guida per la Didattica Digitale Integrata, adottate dal Ministero dell’Istruzione con il Decreto n°39 del 26/06/2020, hanno richiesto l’adozione, da parte delle Scuole Secondarie di secondo grado, di un Piano affinché gli Istituti siano pronti «qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti».

Non più didattica d’emergenza

Durante il periodo di grave emergenza verificatosi nell’anno scolastico 2019/2020, i docenti hanno garantito, seppur a distanza, la quasi totale copertura delle attività didattiche previste dal curricolo, assicurando il regolare contatto con gli alunni e le loro famiglie e lo svolgimento della programmazione riformulata secondo le indicazioni ministeriali. Il Piano che le scuole hanno adottato per l’anno scolastico 2020/2021, contempla la DAD non più come didattica d’emergenza ma didattica digitale integrata che prevede l’apprendimento con le tecnologie considerate uno strumento utile per facilitare apprendimenti curricolari e favorire lo sviluppo cognitivo.

Per Didattica Digitale Integrata (DDI) si intende la metodologia innovativa di insegnamento apprendimento, rivolta a tutti gli alunni come modalità didattica complementare che integra o, in condizioni di emergenza, sostituisce, la tradizionale esperienza di scuola in presenza con l’ausilio di piattaforme digitali e delle nuove tecnologie. Gli istituti scolastici hanno investito sull’uso didattico delle nuove tecnologie, riconoscendo la loro efficacia nel processo di apprendimento/insegnamento permettendo una didattica individualizzata, personalizzata ed inclusiva.

In una società multi-dimensionale un continuo sconfinamento tra reale e virtuale

La pandemia ha molto accelerato il percorso di informatizzazione ma anche di innovazione didattica, permettendo di scoprire una nuova forma di interazione e di apprendimento. La lezione è progettata per essere fruita indifferentemente dal luogo fisico in cui gli studenti si trovano e questa è la prima grande sfida alla quale tutti siamo chiamati. Visualizzando questo scenario, la DDI ci sta proponendo di affrontare una concreta occasione di allenamento su larga scala a vivere in una nuova società: non più quella della “comunicazione e dell’informazione” ma in una società caratterizzata dalla multi-dimensionalità, quella che, fino ad ora, abbiamo conosciuto nei film di fantascienza: la commistione ed il continuo sconfinamento di reale e virtuale.

Gli studenti si troveranno ad apprendere in uno spazio che non sapranno neppure loro come definire: parleranno alla telecamera o fra di loro a bassa voce distanziati o a distanza condividendo risorse sui loro tablet; il docente parlerà alla classe integrata suddividendosi fra i banchi e nelle stanze di videoconferenza con i singoli o i gruppi.

La co-esistenza di spazi con diverse coordinate spazio-temporali

Come definire questo spazio nuovo di vita e di apprendimento? Di fatto la DDI è proprio lo “spostamento” in modalità virtuale dell’ambiente di apprendimento e, per così dire, dell’ambiente giuridico in presenza. Cercando una parola per definire la nuova esperienza di didattica, si fa largo un concetto che a oggi solo i filosofi e i fisici potevano comprendere e che invece sta diventando nota a tutti noi: il multiverso come possibilità di co-esistenza di spazi con diverse coordinate spazio-temporali.

Fra la presenza e la distanza con le attività integrate che le Linee guida ministeriali suggeriscono, si crea una interdimensionalità speciale che fornisce continui stimoli, occasioni, e opportunità. Lo schermo è diventato un luogo di condivisione, si è trasformato di fatto in luogo aperto, quasi come una piazza o come un teatro, creando una nuova forma di “stare insieme” e sperimentando nuove forme di attività didattiche. Spazio ad attività di Debate, e-Service Learning, Flipped Classrrom, project based learning, uso dei video, incontri programmati online con figure prestigiose e un nuovo modo di realizzare un’alfabetizzazione digitale con creatività e vivacità.

Questa realtà è destinata a portare nuove idee, nuovi modelli, nell’ottica dell’efficienza e dell’efficacia del servizio dei docenti e dell’intero apparato scolastico. E anche la stessa relazione educativa, che potrebbe sembrare irrimediabilmente compromessa, ha una incredibile chance, quella di presentarsi in forma diversa, di creare empatia, di personalizzare gli interventi, di creare discussioni collettive, di facilitare anche il meccanismo di feedback attraverso questionari digitali di autovalutazione, colloqui individuali online, sondaggi elettronici rivolti alla classe con restituzione immediata dei risultati delle risposte. Saperi e tecniche per prendersi cura degli studenti in presenza, a distanza e in modalità mista non mancano di certo; se è vero che la scuola è in presenza, la DDI dovrà continuare anche dopo la fine della pandemia. Un supporto indispensabile da cui partire per un rinnovamento strutturale e significativo della scuola italiana. Che da troppo tempo attende.

Parliamone ;-)