40 candeline: i nostri primi quarant’anni

Il 6 gennaio 2022 compiamo 40 anni, con la speranza di poter contribuire ancora a lungo alla costruzione di una cultura di pace e di sostenibilità. Se l’educazione, che non può che essere “ambientale”, riuscirà a far capire quanto l’umanità sia connessa al pianeta, ne dipenda, lo influenzi e sia toccata dalle modificazioni provocate. E se riuscirà a dare una svolta a paradigmi e visioni del mondo.

Correva l’anno 1982, era il giorno dell’Epifania ed essendo festa potemmo riunirci e fondare l’associazione (allora tutta di insegnanti) che è ora la Rete WEEC e oltre a insegnanti riunisce tutto l’arco degli educatori del formale e del non formale.

Peregrinammo per sedi dai nomi beneaugurali (come abbiamo raccontato in una delle scherzose puntate della campagna per il 5×1000: La Befana esiste e passa anche d’estate – .eco (rivistaeco.it) e da allora ne abbiamo viste di ogni.

Pioveva pioggia radioattiva in quell’aprile del 1986 su Milano, dove avevamo organizzato uno dei vari convegni nazionali, argomento il “Mal di scuola”: erano i giorni di Chernobyl.

Il 1989 portò la caduta del muro di Berlino: salutammo con piacere l’evento, scrivendo, come tutti, che “nulla sarà più come prima”, ma il mondo non ha poi visto l’era di pace che avevamo auspicato. Negli anni e nei decenni seguenti avremmo poi guardato sgomenti immagini di attentati, guerre, violenze or in questo ora in quel continente.

1989: nasce “.eco”

In compenso il fallout radioattivo e la strage infinita di tre anni prima avevano portato anche a una crescita di consapevolezza ambientale. L’educazione ambientale che si era affacciata alla vita tra gli anni ’60 e ’70 del secolo XX ne trasse coraggio: fondammo allora quella che è ora “.eco” (si chiamava allora “école”, poco compreso gioco di parole tra “scuola” ed “ecologia”), rivista da cui poi è nata tutta una famiglia di iniziative, attività, pubblicazioni.

Sempre a Milano, per conto del Ministero dell’Istruzione, alla fine degli anni ’90 organizzammo un altro convegno nazionale: sull’intelligenza creativa.

Con il XXI secolo sarebbero arrivati i congressi mondiali (i WEEC) della cui continuità e eredità siamo i custodi internazionali. Il loro ramo italiano, la Rete WEEC Italia, è vivo e vivace. Recentemente, abbiamo ottenuto lo status consultivo all’ECOSOC, il Comitato economico e sociale delle Nazionali unite.

Questi primi quarant’anni sono insomma volati tra eventi esterni non troppo felici e la nostra capacità di perseverare e innovare. Abbiamo portato in Italia, per primi, il tema della scuola come ambiente (da rendere “verde”), abbiamo promosso nel 2005 la Carta del Terzo settore per la sostenibilità, abbiamo affiancato a “.eco” altre due testate (“il Pianeta azzurro” e “Culture della sostenibilità”).

Una missione di servizio agli educatori e ai sistemi educativi

Cerchiamo, in altre parole, di abbattere barriere, creare vasi comunicanti, offrire strumenti e occasioni per “camminare insieme” a formatori, educatori e ricercatori impegnati nella sfida della conversione ecologica e dell’ecologia integrale.

Quando è arrivata la pandemia, abbiamo subito visto (si leggano i contributi comparsi nel Dossier Coronavirus) la relazione con il degrado ambientale e la distruzione di natura, ma anche con il comune destino di una umanità globalizzata e interconnessa, con le disuguaglianze accresciute dal Covid 19, con la difficoltà della scuola, con politiche dissennate di tagli che hanno penalizzato il grande capitale sociale costituito da servizi pubblici come la sanità, l’istruzione, i trasporti collettivi.

L’emergenza sanitaria non ci ha fermato: abbiamo sviluppato corsi e dibattiti online, potenziato il canale YouTube WeecnetworkTV, lanciato nel 2021 una “Staffetta per il clima” che ha attraversato virtualmente la penisola dalla Sicilia alla Lombardia, realizzato due summer school (nel 2020 e nel 2021) in forma ibrida, in presenza e a distanza.

Quarant’anni volano più veloci di quanto si creda, ma raccontarli nel dettaglio richiederebbe molto più spazio rispetto a questi brevi e parzialissimi cenni.

Che dire? Speriamo di avere molto da raccontare anche per i prossimi quarant’anni.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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