Api in pericolo: l’Impatto dell’inquinamento sulla biodiversità e la sicurezza alimentare
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Le api e l’inquinamento. Chi sono le api e quali sono i loro compiti?
Le api appartengono alla famiglia Apoidea dell’ordine degli imenotteri, che conta circa trentamila specie, sia sociali che solitarie. Di queste, poco meno di cinquecento specie si trovano in Europa. Già durante il Paleolitico, l’uomo cacciatore e raccoglitore si nutriva del miele prodotto dalle api selvatiche, ben prima che nel Neolitico iniziasse l’agricoltura e l’allevamento.
Gli insetti impollinatori, come api e farfalle, hanno un ruolo cruciale nella regolazione degli ecosistemi. Si stima che circa il 90% delle piante del nostro pianeta dipenda dall’impollinazione animale. Inoltre, il 70% delle principali colture agricole, pari a centoquindici specie, è sostenuto dall’impollinazione degli insetti. Senza questo essenziale legame tra insetti e piante, molte specie vegetali rischierebbero l’estinzione.
Le api sono fondamentali per la riproduzione di circa il 70% delle specie vegetali e contribuiscono alla produzione del 35% del cibo globale. Negli ultimi decenni, la produzione agricola è aumentata del 30% grazie al lavoro degli insetti impollinatori.
Le api si nutrono del nettare dei fiori, ma raccolgono anche il polline, essenziale per la riproduzione delle piante. Trasportando il polline da un fiore all’altro, le api permettono l’impollinazione. Questo processo è cruciale per ottenere molti degli alimenti che consumiamo quotidianamente, come fragole, zucchine, carote, mandorle, cacao e ciliegie. Senza il lavoro delle api e di altri impollinatori, circa un terzo delle nostre riserve alimentari sparirebbe.
Le api producono miele, cera, pappa reale e propoli, utilizzati in alimentazione, cosmetica e medicina. Vivono in comunità che possono contare fino a sessantamila individui, ognuno con un ruolo specifico: le operaie (quaranta-cinquanta mila), le spazzine che ripuliscono i favi con la propoli, le sentinelle, le guerriere e le balie. I maschi, detti fuchi, hanno il compito di fecondare l’ape regina, che depone un uovo al minuto e vive tre-quattro anni.
Bioindicatori della biodiversità
Le api, in particolare Apis mellifera, sono eccellenti bioindicatori della biodiversità e dell’integrità ambientale sia in contesti rurali che urbani. Questi insetti sono sensibili ai danni chimici dell’ambiente circostante, rendendoli ottimi indicatori della qualità ambientale. La loro alta mortalità può segnalare la presenza di antiparassitari, metalli pesanti e radionucleotidi nei loro corpi e nei prodotti dell’alveare.
Negli ultimi anni, il numero delle api è diminuito drasticamente a causa delle attività umane. L’agricoltura intensiva e l’uso eccessivo di pesticidi hanno alterato e impoverito il loro habitat naturale. Inoltre, il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente: ondate di calore e siccità superano i limiti di tolleranza di molte specie di api, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Le aree più colpite sono quelle con temperature elevate e eventi climatici estremi, come in Spagna e Messico, dove i cali di popolazione di api e altri insetti impollinatori sono più rapidi e significativi.
Altri fattori che contribuiscono alla diminuzione delle api includono l’inquinamento, la diffusione di specie invasive che competono con gli impollinatori locali, la presenza di agenti patogeni e i cambiamenti nell’uso del suolo. Le città e le campagne inquinate mostrano una riduzione delle api tra il 25% e il 50%.
Gli scienziati avvertono che questo declino potrebbe essere “coerente con un’estinzione di massa”. Se il ritmo di diminuzione continua, molte specie di api potrebbero scomparire per sempre nel giro di pochi decenni, portando alla sesta estinzione di massa a livello mondiale e alla più grave crisi globale di biodiversità.
Evoluzione delle morie di api in Italia
Le prime segnalazioni di morie di api in Italia risalgono al 1999. Tuttavia, a partire dal 2008, si è registrato un brusco incremento di tali eventi. È importante notare che, dal 2003, sono stati segnalati periodicamente casi significativi di moria delle api. Le morie più gravi si verificano generalmente in primavera, in coincidenza con la semina del mais.
Secondo i dati raccolti da UNAPI (Unione Nazionale Associazioni Agricoltori Italiani), che ha analizzato cinquecentocinquantaquattro campioni di polline in tre anni, si osservano i seguenti risultati:
- Il 62% dei campioni conteneva almeno un pesticida.
- Il 38% dei campioni era contaminato da almeno due pesticidi.
- Nell’1% dei campioni sono stati trovati fino a sette pesticidi contemporaneamente.
Cosa stiamo facendo per salvare le api?
Le api sono insetti molto delicati e particolarmente sensibili alle sostanze chimiche. La loro scomparsa avrebbe gravi conseguenze: la perdita della fauna, la morte di fiori e alberi, e conseguentemente la sparizione di frutta e verdura dalle nostre case, insieme ai loro derivati. Inoltre, senza le api, gli animali da cui otteniamo latte, formaggi e yogurt non avrebbero più cibo, con ripercussioni dirette sulla nostra dieta e benessere.
Per prevenire l’estinzione delle api, è fondamentale adottare pratiche agricole più sostenibili. È necessario vietare gli insetticidi, proteggere la biodiversità e ridurre l’inquinamento. Incrementare la vegetazione, che fornisce nettare e polline, è essenziale per supportare la proliferazione delle api e degli impollinatori (Goulson, 2015).
Dobbiamo puntare a una maggiore “naturalità” nei paesaggi, creando ambienti più complessi e mantenendo habitat integri (Scheper et al., 2013). È importante ritornare a pratiche agricole tradizionali e non dimenticare la conservazione e il ripristino degli habitat naturali. Solo così possiamo garantire un futuro sicuro per le api e, di conseguenza, per noi stessi.
Piccola curiosità: la Giornata mondiale delle api
La Giornata mondiale delle api è un evento internazionale che si celebra il 20 maggio di ogni anno. Questa giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori, le minacce che affrontano e il loro contributo allo sviluppo sostenibile. La data è stata scelta in onore di Anton Janša, un apicoltore sloveno pioniere dell’apicoltura, e fu ufficialmente designata il 18 ottobre 2017 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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- Elena Bonino
- Bonino Elena, insegnante di Discipline Sanitarie presso la scuola secondaria di secondo grado, Laurea in Farmacia, Master di primo livello in ‘’Metodologie dell’insegnamento e didattica multimediale per l’apprendimento attivo’’, Corso di Perfezionamento Post lauream in:- ‘’Educazione e insegnamento multiculturale: elementi di didattica’’ e in: -‘’Bisogni Educativi Speciali: Metodologie Didattiche per la gestione di Disturbi Evolutivi Specifici’’. Corso di Specializzazione Biennale Post lauream in: -‘’Teoria e metodologia della valutazione e della programmazione scolastica: elementi di didattica’’. Co-autrice dei libri: -‘’Il nonno racconta: favole di Natale ed altre storie’’,- ‘’Raccolta di poesie e racconti’’, -’’Il Viaggio di Istruzione in Italia-Pedagogia, Didattica e Esperienza’’. E’ anche autrice del libro:’’Natale e l’amore’’.
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