Lo stretto legame salute-ambiente
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Malattie trasmissibili e non trasmissibili sono sempre più dovute a cause ambientali, o comunque amplificate dal cambiamento climatico, l’inquinamento, stili di vita derivanti da un modello consumistico. Ne ha fatto oggetto una campagna dell’AIL, l’associazione per la lotta alla leucemie, linfomi e mieloma, che dal 10 al 23 giugno 2023 ha lanciato “Sognando Itaca”, un progetto che lega stile di vita, ambiente e scelte alimentari del paziente alla riabilitazione psicosociale. Tra le attività in programma in tutta Italia: velaterapia, arteterapia, musicoterapia, ginnastica dolce e molto altro.
(Nell’immagine di apertura, la conferenza stampa AIL della tappa di Pesaro di “Sognando Itaca” presso i Cantieri Rossini. Per la Rete WEEC ha partecipato Mario Salomone – primo da destra)
Le lotte ambientaliste sono da sempre spesso lotte per la salute. Da Rachel Carson a Laura Conti, da Marghera alle lotte contro l’inquinamento provocato dall’ILVA di Taranto o contro l’amianto, le mobilitazioni contro l’energia atomica o i proiettili all’uranio impoverito, non si contano in tutto il mondo i danni alla salute ma anche la risposta dei cittadini. Anche il cinema ne ha dato testimonianza, da Erin Brockovich in lotta contro il cromo esavalente sparso dalla Procter & Gamble, interpretata da Julia Roberts (Soderbergh, 2000) a, sorprendentemente, la “Poliziotta” (in realtà vigile rubano) nel film di Steno del 1974, interpretata da Mariangela Melato che tenta invano di combattere inquinamento e malaffare tra una riconoscibile Bergamo e l’Adda.
Il nesso non è solo tra salute e ambiente, ma anche tra giustizia sociale e ambientale, perché le statistiche mostrano che le disuguaglianze nella qualità della vita riflettono disuguaglianze economiche, sociali e nelle condizioni di vita.
Disuguaglianze ambientali e sociali
Gli impatti dell’ambiente su salute e qualità della vita non sono distribuiti in misura equa: colpiscono – oltre ai lavoratori in fabbrica -, soprattutto bambini, anziani e chi vive nei quartieri più svantaggiati. Poveri, immigrati e altri gruppi sfavoriti abitano le parti peggiori della città, ad esempio periferie degradate, zone inquinate, siti contaminati, strade rumorose e inquinate per il traffico e/o stabilimenti industriali, aree povere di verde e di mezzi di trasporto pubblico
Bene ha fatto dunque l’AIL, l’associazione per la lotta alla leucemie, linfomi e mieloma che dal 10 al 23 giugno 2023 ha compiuto un tour in barca a vela nell’Adriatico da Trieste a Brindisi, con soste e conferenze stampa in vari porti per sensibilizzare, appunto, sull’impatto che l’ambiente ha sulla salute umana e promuovere le attività di riabilitazione di pazienti oncologici tramite velaterapia, arteterapia, musicoterapia, ginnastica dolce e molto altro.
Una barca a vela dell’AIL ha viaggiato lungo la costa adriatica facendo tappa in nove città italiane. In ogni porto si è svolto un Itaca Day: una giornata durante la quale l’equipaggio formato da malati, medici, infermieri, psicologi e skipper professionisti vivono insieme un’esperienza unica, lontani dai luoghi di cura e in un contesto di assoluta reciprocità.
L’evento si chiama “Sognando Itaca”: i pazienti onco-ematologici – spiega l’AIL – si trovano, come Ulisse, ad affrontare un mare aperto, sconosciuto e pieno di insidie. Grazie all’esperienza di Sognando Itaca scoprono nuovi territori, relazioni, solidarietà e risorse che li aiutano ad affrontare meglio il percorso della malattia e a migliorare la loro qualità di vita.
Ambiente, malattie non trasmissibili e trasmissibili
Bene, dunque, questo incontro (da ampliare e rafforzare) tra associazioni impegnate nella ricerca e nella cura di gravi malattie e nella difesa della salute dal punto di vista dei malati e del mondo della medicina e le organizzazioni (tra cui la nostra Rete WEEC, che è stata a fianco di AIL anche in occasione del suo convegno nazionale e ha partecipato a “Sognando Itaca”) impegnate per l’ambiente e l’educazione ambientale.
L’incidenza delle cause ambientali sulla saluta, infatti, è crescente. Si pensi, ad esempio alle malattie non trasmissibili (MNT): cardiache, polmonari, oncologiche e a piaghe come diabete, obesità, anoressia, depressione.
Secondo il rapporto 2023 dell’OMS sulla salute nel mondo quasi i tre quarti dei decessi ogni anno sono dovuti a MNT. Nel 2050 l’Organizzazione mondiale della sanità stima che potrebbero diventare l’86 per cento (pari a 77 milioni di morti l’anno su 90). Le cause sono spesso gli stili di vita e l’alimentazione, gli agrofarmaci, la privazione di natura, l’inquinamento di aria, acqua e suolo. Ma anche l’inquinamento acustico conta: secondo l’Agenzia europea per l’ambiente sono 12.000 l’anno i morti in Europa dovuti a questo tipo di inquinamento poco considerato. E in Italia (sempre dati dell’EEA) nel 2020 l’inquinamento atmosferico ha provocato 68.538 morti premature (in sensibile aumento rispetto ai due anni precedenti e senza progressi dal 2010).
Il riscaldamento globale, maggiore minaccia per il futuro

Quanto alla malattie trasmissibili, il cambiamento climatico favorisce la moltiplicazione di insetti vettori, gli eventi climatici estremi peggiorano le condizioni sanitarie e indeboliscono le difese dell’organismo, il saccheggio della natura apre nuove strade a virus e batteri: il Covid-19 (336,8 milioni di morti tra 2020 e 2021) ci ha ricordato la drammatica pericolosità dello “spillover”. Le ondate di colore inferiscono su over 65 e bambini piccoli, le alluvioni favoriscono la diffusione di malattie infettive.
Sono, insomma, i cambiamenti climatici il più grande pericolo del futuro, sia per quanto riguarda le malattie non trasmissibili sia le trasmissibili.
Il cambiamento culturale è urgente: approccio integrato, educazione “trasformativa”, contaminazione e collaborazione tra settori e livelli diversi, partecipazione sono obiettivi da perseguire sistematicamente e con decisione.
A noi, per primi, di raccogliere la sfida.
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- MARIO SALOMONE
- Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.
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