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Una passeggiata tra i luoghi cari a Emilio Salgari

| Alice Bona

Tempo di lettura: 4 minuti

Una passeggiata tra i luoghi cari a Emilio Salgari
Domenica 22 febbraio si è svolta a Torino la camminata letteraria in ricordo di Emilio Salgari

Tra memoria e avventura

Pur essendo veronese di nascita, Emilio Salgari visse gran parte della sua vita a Torino, dove scrisse i suoi celebri romanzi, a partire dal più noto Sandokan. In suo onore, domenica 22 febbraio ha avuto luogo una camminata organizzata in collaborazione tra l’Associazione di Promozione Sociale Camminare Lentamente e la rete di educazione ambientale WEEC Network. Si tratta di un itinerario ad anello di 8,5 km in cui si sono stati ripercorsi i luoghi significati della vita dell’autore.

La prima tappa non poteva che essere la dimora che l’ha accolto per anni, in Corso Casale, zona allora tranquilla e immersa nel verde, dove è presente una targa commemorativa a suo nome:

Una città industriale come sfondo creativo

Paradossalmente, pur scrivendo di Malesia, Caraibi e India, Salgari compose quasi tutte le sue avventure esotiche proprio a Torino, città che all’epoca era in pieno sviluppo industriale. Non viaggiò mai nei luoghi che descriveva: si documentava nelle biblioteche torinesi, soprattutto presso la Biblioteca Civica. Torino, tra fine Ottocento e inizio Novecento, era un centro editoriale vivace; Salgari lavorò per editori piemontesi che gli commissionavano romanzi a ritmo serrato.

Allontanandoci dalle strade cementate della città, abbiamo percorso le strade serrate del lungo Po, quasi a immaginare che quel fiume potesse trasformarsi, come nelle pagine di Salgari, in un braccio di mare lontano. Tra i riflessi dell’acqua e le ombre degli alberi, la fantasia trovava spazio, ricordandoci come anche da un paesaggio familiare possano nascere avventure straordinarie.

Questo scorcio ci ha anche offerto un momento perfetto per immortalare le bandiere con i loghi di Camminare Lentamente e WEEC Network:

L’ultima passeggiata di Salgari

La passeggiata si è poi conclusa presso Villa Rey, che si inserisce nel sistema delle ville della collina torinese, un paesaggio che alterna architettura storica, parchi e scorci panoramici. È un contesto molto diverso dalla Torino industriale del centro: più verde, silenzioso, quasi sospeso, lo stesso ambiente che caratterizzava il Borgo Po frequentato da Emilio Salgari.

Proprio sulle colline di Torino, nella zona della Madonna del Pilone, si sono perse le tracce dell’autore il 25 aprile 1911. Da tempo lo scrittore attraversava una situazione molto difficile: contratti editoriali poco remunerativi nonostante il successo dei suoi romanzi e il dolore per la salute della moglie, ricoverata in manicomio l’anno precedente. A questo si aggiungevano debiti e un carico di lavoro estenuante. Salgari si allontanò da casa con il pretesto di una passeggiata e, in un luogo appartato della collina, si tolse la vita.

Presso Villa Rey è anche presente un albero secolare di grande valore naturale e paesaggistico: un platano (Platanus acerifolia) che figura tra gli alberi monumentali di Torino; gli alberi monumentali sono quelli che, per età, dimensioni o valore estetico, sono inclusi in elenchi regionali e godono di tutela ambientale.

Passeggiare per riscoprire e riscoprirsi

Questa passeggiata letteraria ci ha lasciato con la voglia di camminare ancora, tra i paesaggi e tra le parole. Ci ha insegnato che i luoghi non sono soltanto spazi geografici, ma scrigni di storie, di suggestioni, di memorie che continuano a vivere ogni volta che qualcuno le attraversa con lo sguardo curioso del lettore. Seguendo le tracce di Emilio Salgari, abbiamo scoperto che anche senza attraversare oceani o solcare mari lontani si può viaggiare, perché l’immaginazione sa trasformare ogni strada in un’avventura.

Ogni tappa è diventata un invito a rallentare, ad ascoltare, a osservare con attenzione ciò che spesso diamo per scontato. Così, le pietre, gli edifici, i panorami si sono fatti pagine di una storia più personale, la nostra. Camminare è diventato allora un modo per leggere, e leggere un modo per camminare.

Portiamo con noi la consapevolezza che la letteratura non abita soltanto nei libri, ma anche nei luoghi che li hanno ispirati e nelle emozioni che continuano a suscitare. E forse è proprio questo il dono più grande di questa esperienza: aver intrecciato passi e parole, realtà e immaginazione, passato e presente. Con la promessa silenziosa di tornare a perderci, ancora una volta, tra sentieri reali e rotte fantastiche.

Scrive per noi

Alice Bona
Alice Bona
Alice Bona è laureata in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza ed è da sempre appassionata di letteratura e sostenibilità. Nel 2025 ha preso parte al Forum IFWY x Debate Korea presso la sede ONU di Ginevra per discutere, insieme ad altri giovani europei, temi legati a un futuro sostenibile, presentando un progetto sotto la categoria "Social Justice and Equality".