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Acqua e suolo, indignazione e ribellione: un dossier di “.eco”

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 3 minuti

Acqua e suolo, indignazione e ribellione: un dossier di “.eco”
Cause e cure delle alluvioni nel dossier di Daniele Zavalloni per “.eco”, prendendo spunto dalle ripetute inondazioni in Emilia-Romagna. Denuncia delle cause che aggravano gli effetti del riscaldamento globale, analisi dettagliata del rapporto tra acqua e suolo, indicazione delle politiche più efficaci per curare insieme pianeta e sicurezza umana. Questo e molto altro in “Sull’acqua scorre la transazione ecologica. Corsi d’acqua, alluvioni, gestione del territorio e politiche ambientali: transizione o transazione?”, supplemento di grande valore per l’importanza dei temi trattati e purtroppo di grande attualità, scaricabile gratuitamente.

(Nell’immagine di apertura il fiume Savio in piena, fotografia di Daniele Zavalloni)

In Emilia-Romagna l’alluvione l’hanno vista quattro volte in un anno e mezzo (da maggio 2023 all’ottobre scorso). Comprensibile, dunque, l’indignazione di Daniele Zavalloni, romagnolo doc, e non solo la sua. Il territorio Daniele lo conosce bene, per lunga attività lavorativa, formazione, ruolo di primo piano nell’educazione ambientale con l’Ecoistituto di Cesena, fondato insieme al compianto fratello Gianfranco e di cui è direttore. E lo conosce perché cammina e va in bicicletta (in bicicletta compare nella quarta di copertina del dossier che ha scritto per “.eco”: “camminando, andando in bicicletta si può osservare con attenzione ciò che ci circonda e fissare i particolari, queste variazioni del paesaggio sono ben visibili”).

Daniele Zavalloni, geografo, attualmente è consigliere del Parco nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona Campigna. È segretario dell’associazione Fondo Biodiversità & Foreste, che acquista boschi per lasciarli alla evoluzione naturale, e cui “.eco” e le altre riviste del sistema WEEC devolvono il 3 per cento degli abbonamenti per sostenerne la causa.

Indignazione e ribellione

Se indignarsi è necessario (“Indignatevi!”, esortava in un suo pamphlet Stéphane Hessel, diplomatico francese, ex partigiano), ribellarsi è giusto: lo gridano i giovani nel Sessantotto, lo scrive Sartre, lo ribadisce nel 2011 Massimo Ottolenghi (nato nel 1915 a Torino, amico e compagno di scuola di Oreste Pajetta, Emanuele Artom, Luigi Firpo, allievo di Massimo Mila, partecipò fin dall’inizio alla Resistenza con Giustizia e Libertà).

Il riferimento ad autori che hanno fatto la resistenza non è casuale: la lotta di liberazione sconfisse il nazifascismo e ci ridiede la democrazia, “che il fascismo ci aveva sottratto, è altrettanto vero che il degrado ambientale e soprattutto la scomparsa del suolo, la distruzione della Terra, nessuno potrà o sarà in grado di restituircela”, ammonisce Daniele in Sull’acqua scorre la transazione ecologica. Corsi d’acqua, alluvioni, gestione del territorio e politiche ambientali: transizione o transazione?. La Terra è l’unica che abbiamo, sottolinea.

Transizione economica e sociale

Indignarsi e ribellarsi quando di fronte a tanti allarmi e moniti tempestivi di Rachel Carson, Aurelio Peccei e tanti altri (che Zavalloni ricorda nel suo dossier) regolarmente ignorati o bollati come ideologico catastrofismo vediamo le conseguenze di un “pragmatismo” sparso un po’ in tutti i campi. Cementificazione e impermeabilizzazione dei suoli aggravano, non solo in Emilia-Romagna, le conseguenze di un incalzante riscaldamento globale e un po’ dappertutto sul pianeta vediamo lunghi periodi di siccità (con relative carestie e migrazioni forzate) alternate ad alluvioni devastanti.

Ecco perché l’autore definisce un “ossimoro” la transizione ecologica e invoca piuttosto una transizione da un’economia ora improntata all’accumulo (di pochi), dove la fanno da padrone le costruzioni di abitazioni non necessarie, i nuovi capannoni molte volte in adiacenza a capannoni abbandonati da anni, piazzali per parcheggi, centri commerciali e per ultimo le immense aree destinate alla logistica che circondano le città divorate dal suolo.

Riconoscere i limiti dell’azione umana, riconciliarsi con la natura

Se la transizione ecologica si presta al greenwashing, Daniele Zavalloni propone di sostituirla con una “transazione” ecologica, termine mutuato dal linguaggio giuridico. Si tratta, in altre parole, di “addivenire ad un accordo con la natura”, di rinunciare a certe pretese quasi sempre violente. “Dipende da noi abitanti di questa Terra – continua – attuare questo cambio di indirizzo che nasce da un nuovo processo culturale e conseguentemente politico”. Pensiero, educazione, azione sono insomma la triade per “perseguire la riconciliazione della nostra specie con Gaia perché è l’unica via per salvaguardare le condizioni di abitabilità della Terra (per noi umani, che ci definiamo Homo sapiens) che è già ampiamente compromessa in molte parti. Purtroppo, non vogliamo prendere atto che dobbiamo imparare a convivere con la Terra anziché dominarla.”

Naturalmente, fatte queste premesse, Daniele Zavalloni, da grande esperto qual è, prende di petto la questione delle alluvioni, cause e rimedi. Ci spiega l’ecologia dell’acqua, il nesso tra suolo e fiume, la riduzione del rischio, il demanio fluviale, le migliori pratiche di forestazione, i loro vantaggi per paesaggio e clima e per la nostra sicurezza, e molto altro ancora. Il tutto accompagnato da precisi riferimenti alle normative e da tante belle foto di cui è autore.

Il dossier speciale di “.eco” a firma di Daniele Zavalloni su alluvioni e gestione del territorio è scaricabile gratuitamente, così come molte altre nostre pubblicazioni, dal nostro ECOSTORE.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.