Azioni in movimento per la sostenibilità

Riportiamo l’intervista a Susanna De Biasi, referente del progetto “Sensibili al cambiamento”, di cui abbiamo parlato qui. L’idea è quella di stimolare le organizzazioni del non profit all’adozione di buone pratiche in ambito di produzione e consumo consapevole. Ecco come.

Il progetto sensibili al cambiamento, nei suoi primi mesi di attività ha già visto realizzarsi alcune azioni molto concrete. Ce ne vuole parlare?
«Abbiamo partecipato a diversi eventi pubblici, ad esempio abbiamo organizzato dei laboratori di acquarelli fatti con scarti alimentari. L’obiettivo era quello di sensibilizzare i cittadini alla produzione e al consumo – anche quotidiano – responsabile. In occasione di eventi e fiere di artigianato abbiamo raccolto le buone pratiche sia di cittadini che di produttori e artigiani locali attraverso delle schede di progetto e successivamente abbiamo spedito agli stessi il kit di “Sensibili al cambiamento” ».

Che cosa contiene questo kit?
«Vi sono loghi, immagini e grafiche del progetto da condividere sui propri social e sui propri canali di comunicazione per sottolineare la propria attenzione ai processi di produzione e di consumo».

Con quali aziende e cooperative avete iniziato il percorso di raccolta delle buone pratiche?
«Con la cooperativa Mondovisione, con cui oltre ad aver individuato le loro buone pratiche in atto abbiamo intavolato una collaborazione all’interno del festival Parco Tittoni, giunto alla sua ottava edizione (un grande festival di musica ed eventi dedicato soprattutto ai giovani presso Villa Tittoni ). In particolare il logo e le grafiche di “Sensibili al cambiamento” saranno presenti negli allestimenti per le isole ecologiche e stiamo studiando insieme un modo di sensibilizzare i partecipanti sulla riduzione dello spreco di plastica riducendo i bicchieri monouso e sostituendoli con tazze/bicchieri personali e riutilizzabili. Abbiamo iniziato anche a lavorare con la cooperativa Eos, con cui abbiamo fatto formazione ad una delle loro artiste/educatrici sulla produzione di acquarelli realizzato con gli scarti alimentari e che a sua volta potrà diventare formatrice di altri educatori.Abbiamo attivato un percorso formativo e di scambio con la International School of Monza e in particolare con alcuni studenti interessati ai temi dell’educazione civica con cui stiamo producendo dei contenuti che raccolgono delle buone prassi riguardanti il tema degli scarti alimentari della loro mensa. L’obiettivo è quello di contagiare l’intera scuola a partire da un piccolo gruppo di giovani e di influire sull’appalto della mensa e consentire così un cambio di rotta che parta proprio dalla sensibilità e dalla consapevolezza degli studenti. Gli stessi studenti tradurranno per noi i materiali che porteremo al Congresso mondiale sull’educazione ambientale a Bangkok».

E per il futuro quali sono le prossime azioni che avete in programma?
«Ci siamo messi in rete con alcuni giovani monzesi che attiveranno il forum Agorà Lab (a cui hanno già aderito DESBRI, ARCI e Friday for Future) che sarà uno snodo di informazioni e contenuti riguardo a diversi temi di attualità tra cui la sostenibilità ambientale. Abbiamo attivato una collaborazione con il Festival del Parco di Monza che si terrà a settembre in tutto il Parco di Monza per cui ci occuperemo di tutti gli allestimenti informativi rispetto alle buone pratiche del festival, ad esempio isole ecologiche, la corretta fruizione del parco, mobilità e buoni comportamenti ecc.».

Oltre agli eventi ci sono altre attività in programma?
«Abbiamo intenzione di lavorare sulla filiera produttiva: Lunanuova, grazie al rapporto avviato con il Distretto di Economia Solidale della Brianza ha aderito a “Spiga e Madia”, una filiera di produzione di farina derivante da Grani antichi recuperati che sono stati piantati in Brianza e vengono macinati a pietra. Questa farina ci consente di produrre delle pagnotte che vengono acquistate dal gas di Giussano e dagli acquirenti dei nostri mercatini. Il risultato è un ottimo pane venduto ad un prezzo calmierato, ci sembra un buon esempio di circolarità del processo produttivo e di utilizzo. Nei mercati di vendita dove operiamo vengono veicolate le idee alla base del progetto e il materiale di comunicazione prodotto».

Come state comunicando il vostro progetto?
«Il progetto sensibili al cambiamento ha fatto tappa a Milano all’interno di un’iniziativa organizzata da Ecoteatro, il primo teatro sostenibile che aderisce come noi al progetto “NO-Planet B”. Tema della serata davanti a 500 persone sono stati la mostra fotografica dello street artist Federico Massa alias Iena Cruz, la lirica con il soprano Alessandra Floresta e il tenore Giorgio Casciarri, che hanno cantato celebri arie e duetti d’opera tratti dalle più belle pagine di Verdi e Puccini, alternandosi sul palco con i ballerini del Balletto Ucraino di Milano. Molto apprezzati sono stati i prodotti di panificazione realizzati dalla cooperativa Lunanuova soprattutto quelli prodotti con le farine speciali e il famoso “pantranvai”. È stato molto bello condividere con un’altra realtà le buone prassi verso un minore impatto delle reciproche attività produttive. Ci siamo anche iscritti – con due eventi – al festival dello Sviluppo Sostenibile: il Torneo Agenda 2030 (all’interno del Festival Estivo di Villa Tittoni), in cui mettersi alla prova con i Goals dell’Agenda e scoprire quanto ne sappiamo e quanto possiamo contribuire al benessere del pianeta e dei suoi abitanti. Durante gli eventi del Festival sarà allestita una postazione di gioco del progetto “Sensibili al Cambiamento” dove sarà possibile confrontarsi liberamente senza paura con i 17 Obiettivi e i propri comportamenti quotidiani. Abbiamo anche partecipato a una domenica di Cicloturismo guidato in Brianza (il 26 maggio) per scoprire un modo responsabile di essere turisti, approfondendo la conoscenza del Parco di Monza attraverso le storie dei suoi maestosi alberi».

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più vista la pagina Facebook @sensibilialcambiamento

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Bianca La Placa
Bianca La Placa
Giornalista, ha curato la pubblicazione di dossier e libri di carattere ambientale e sociale e diversi progetti dell'Istituto per l'ambiente e l'educazione-WEEC Network. Nel Segretariato permanente WEEC è responsabile delle relazioni internazionali.

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