Le parole di Draghi

(Nella immagine di apertura: un “tag cloud” ricavato del discorso programmatico e dalle replica mercoledì 17 febbraio 2021 in Senato)

In attesa dei fatti, del nuovo governo presieduto da Mario Draghi si possono solo commentare le dichiarazioni ufficiali. Vediamo ad esempio la prima e più solenne: il discorso programmatico fatto davanti ai senatori e la replica finale. Diamo per scontato che il discorso programmatico di una nuova compagine veda un’alta frequenza di parole come governo, programma, parlamento, strategico, politiche. Un discorso che si dispone lungo un asse temporale: prima/dopo, passato/oggi/futuro (5 ricorrenze) e che invoca concetti come responsabilità (7), consapevolezza (4), servizio (3), impegno (verbo e sostantivo), dovere (verbo, una trentina di ricorrenze, e sostantivo, 5), coinvolgimento (4), comunità (4), contro la pandemia e per l’unità di intenti.

Prevedibile, ma forse più presente del solito, visto il frangente in cui ci troviamo, il richiamo al Paese (23 ricorrenze), l’Italia (17) e “gli italiani” (9). Ovviamente numerosi i riferimenti a pandemia (23), virus (5), emergenza (4), fatti con toni riferibili a preoccupazione (3), sacrificio (3), situazione sanitaria, ospedali.

Giovani (9), generazioni (7, variamente definite come “giovani”, “nuove”, “prossime”), donne (10) e parità (quasi sempre abbinato a “di genere”) sono sostantivi anch’essi abbastanza ricorrenti.

La transizione ecologica secondo Mario Draghi

Chi è preoccupato tanto della crisi pandemica (per la quale prima o poi funzioneranno i vaccini e il “recovery plan”) quanto della crisi climatica (il cui vaccino è la non semplice né rapida transizione ecologica) aspettava con ansia di sapere gli orientamenti del presidente Draghi.

“Transizione” compare la prima volta come «transizione culturale a partire dal patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale», come transizione ecologica invece è accompagnata, prima, alla necessità di adeguamenti nella formazione universitaria, quindi come uno degli elementi della “missione” del governo: «Proteggere il futuro dell’ambiente – ha detto Draghi in Senato -, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane».

«Le Missioni del Programma potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva».

L’ambiente in Costituzione

La transizione viene anche ribattezzata “transizione verde”, che è certo una chiave della sostenibilità.

E quando invoca la giustizia tra generazioni, il presidente del Consiglio conferma di essere favorevole a inserire il concetto di ambiente e sostenibilità nella Costituzione.

I piani su cui si dovrebbe insomma muovere la politica del governo Draghi sono insomma due: crisi economica e sanitaria e crisi climatica. «La risposta della politica economica al cambiamento climatico e alla pandemia – ha spiegato Mario Draghi – dovrà essere una combinazione di politiche strutturali che facilitino l’innovazione, di politiche finanziarie che facilitino l’accesso delle imprese capaci di crescere al capitale e al credito e di politiche monetarie e fiscali espansive che agevolino gli investimenti e creino domanda per le nuove attività sostenibili che sono state create».

“Sostenibilità” e “crescita” vanno infatti sempre a braccetto per un presidente che ribadisce che riserva impegno e fiducia a tecnologia e innovazione: «Particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali». E che vede questo binomia anche per il G20, quest’anno presieduto dall’Italia: «L’Italia avrà la responsabilità di guidare il Gruppo verso l’uscita dalla pandemia, e di rilanciare una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti».

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MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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