Le immagini uniscono, le parole dividono: la comunicazione ecologica secondo Otto Neurath

L’ISOTYPE, Linguaggio per immagini di Otto Neurath (International System Of Typographic Picture Education) è il tentativo più maturo di democratizzare il sapere usando una forma di comunicazione estremamente inclusiva: il linguaggio per immagini. L’ISOTYPE è un linguaggio di aiuto, pensato anche per i “Bisogni Educativi Speciali” e per iniziare un’educazione attraverso l’occhio: segni, colori, associazioni fra immagini compongono una sintassi e un lessico capaci di superare molte delle barriere che impediscono la reale socializzazione del sapere, come, ad esempio, informare su dati statistici chi non ha mai avuto modo di ricevere una formazione statistica e di contribuire a formare un’opinione pubblica, sufficientemente svincolata dalle barriere educative e culturali, e politicamente consapevole.

Otto Neurath (1882-1945), filosofo, economista e sociologo austriaco, è stato autorevole componente del “Circolo di Vienna”, promotore dell’educazione per immagini con attività museali e ideatore del Linguaggio internazionale per immagini (ISOTYPE).

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Per “comunicazione ecologica” si intende la comunicazione positiva che mira a creare armonia anche dove esistono diversità, superando e non acuendo i conflitti. In questa categoria può rientrare il pensiero di Otto Neurath (1882-1945) che presentiamo traendolo dal suo libro del 1936 International Picture Language. The First Rules of ISOTYPE. Com’è noto, oggi si è recuperato il pensiero visivo nella filosofia del comportamento: pensiamo all’utilizzo delle agende visive, dei PECS, delle tavole comunicative in uso particolarmente per la sindrome dello spettro autistico. Riportiamo un passo esaustivo del libro di Neurath che utilizza la nozione, oggi comunemente accettata sotto l’acronimo BES (Bisogni Educativi Speciali) che designa la macro-categoria di riferimento nella prassi scolastica: “Some general rules for the structure of a language picture are: Generally, the direction of  the eye has to be from the top left side to the foot of the right side, as with books. This rule may be broken only where there are special teaching needs” (p. 79), “Regole generali per strutturare il linguaggio per immagini: generalmente, la direzione che l’occhio deve seguire deve andare dall’alto a sinistra al basso a destra, come nei libri. Questa regola può essere infranta soltanto nel caso di bisogni educativi speciali.” L’ISOTYPE si presenta, dunque, come un linguaggio sussidiario rispetto al linguaggio verbale, in grado non soltanto di aiutare a superare le diversità linguistiche e di abilità cognitiva, ma anche di aiutare a superare i conflitti fra individui e fra gruppi, diversamente originati, in una prospettiva universale.

ISOTYPE è un acronimo: International System of Typographic Picture Education. Ma, volendo, può significare ‘carattere’ (Type) uguale (Iso-) per tutti. Neurath ha scritto International Picture Language nel 1936 dall’Aia, in Olanda. Il volume fu pubblicato da Kegan Paul, Trench, Trubner & Co., Ltd. Egli aveva fatto parte del “Circolo di Vienna”. Personalità certamente versatile. Filosofo, storico dell’economia, sociologo, organizzatore di musei, ideologo politico (partecipa alla “repubblica dei Consigli” di Baviera)… e teorico di un linguaggio unificato della scienza. Di qui l’idea di un linguaggio di base universale. Due anni dopo aver pubblicato Linguaggio Internazionale per immagini (International Picture Language)  pubblica il saggio La nuova enciclopedia che comparirà nel volume collettivo Unità della scienza (Aia, 1938). Linguaggio per immagini e unificazione della scienza sono i suoi due interessi principali, cui si accompagna l’intento di democratizzare realmente il sapere scientifico.

Neurath ha scritto il suo saggio in lingua inglese. Più precisamente il libro è scritto in Basic English. Consta di 115 pagine con 37 immagini. E’ possibile indicare le parole-chiave di questo scritto: 1) ISOTYPE; 2) Picture (“immagine); 3) Sign (“segno”); 4) Word Language (“Linguaggio per parole”); 5) Language-Picture (“Linguaggio per immagini”); 6) Fact Picture (“immagine fattuale”); 7) Number-Fact Pictures (“Immagini di statistiche”); 8) Special Teaching Needs (“Bisogni educativi speciali”); 9) Amount Pictures (Immagini di quantità”); 10) ISOTYPE Encyclopedia (“enciclopedia ISOTYPE”).

L’ISOTYPE è un linguaggio d’aiuto che opera quasi esclusivamente sul piano visivo. Esso è retto da regole sulla composizione dei segni fra loro e sulla struttura grafica di ciascun segno. Lo scopo è quello di ottenere una comunicazione semplice e immediata, al di là delle diverse lingue naturali, di contenuti scientifici attraverso la combinazione di immagini. L’ISOTYPE trova speciali applicazioni nella visualizzazione dei dati forniti dalle scienze statistiche ed economiche e nelle scienze della natura. E intende essere la base per un approccio paritario al sapere scientifico.

Il “lettore ideale” di quest’opera è chiunque si occupi di insegnamento nell’ambito delle scienze sociali e naturali, a qualsiasi livello.

Contestualizziamo questo piccolo trattato.

La prima guerra mondiale costituì non soltanto il trionfo del nazionalismo, ma anche l’apertura dei confini nazionali alle influenze internazionali. Era possibile vedere in tale apertura, nel secondo dopo-guerra, uno strumento per portare a una maggiore comprensione reciproca dei popoli, soprattutto, dal punto di vista di Neurath, attraverso la divulgazione della “visione scientifica del mondo” lanciata, poi, nel 1929, con il manifesto del “Circolo di Vienna” e con la divulgazione delle scienze sociali, le uniche a permettere a ogni cittadino di partecipare criticamente al progresso sociale. “Le parole creano divisione, le immagini creano connessione” si legge a p. 18 dell’edizione originale del piccolo scritto di Neurath.

L’attenzione alla comunicazione e alle forme della comunicazione e l’esigenza di democraticizzare l’accesso al sapere scientifico – anima della società moderna-  costituiscono le componenti dell’atmosfera in cui l’ esperimento del Museo della scienza e dell’economia, avviato a Vienna da Neurath fin dal 1924, mettono capo all’ideazione dell’ISOTYPE. Naturalmente, la ‘svolta linguistica’ della filosofia con Ludwig Wittgenstein e il suo Tractatus logico-philosophicus costituisce uno dei presupposti di merito e di metodo per le ricerche di Neurath in materia di ISOTYPE.

Il volume sull’ISOTYPE fu pubblicato a cura della International Foundation for the Promotion of Visual Education con sede all’Aia, fondazione promossa proprio da Neurath. Egli scrive il suo piccolo trattato in età matura, a quarantasette anni. Si era laureato con una tesi di storia dell’economia antica, ma aveva frequentato corsi di filosofia e di storia della scienza a Vienna e poi a Berlino. Venuto a contatto con il socialismo, fu coinvolto, come consulente tecnico sulle questioni dell’economia pianificata, nelle vicende della “Repubblica dei Consigli” di Baviera.

In seguito, Neurath diede un contributo decisivo alla stesura del manifesto del neopositivismo, con Hahn e Carnap… con altri componenti, quali Moritz Schlick, la relazione fu piuttosto conflittuale. Neurath fu il responsabile della forma finale del celebre manifesto che concentrò le tesi del neopositivismo logico (o neoempirismo, o positivismo logico) in poche e chiare pagine. In esso le istanze socialiste sono piuttosto evidenti e tali da far indignare Schlick, ben diversamente orientato, ma anche da lasciare indifferenti gli stessi Hahn e Carnap (che, pure, avevano collaborato alla stesura finale del manifesto).  Il neopositivismo fu un orientamento epistemologico, tendenzialmente più interessato alle questioni logico-metodologiche della scienza della natura e della matematica che non alle scienze sociali. In esso Neurath rappresenta quasi del tutto un’eccezione in un contesto filosofico che, quando si identificava politicamente, preferiva connotarsi in senso più o meno genericamente liberale.

Nell’ISOTYPE emergono istanze socio-politiche. Una, in particolare: l’esigenza di democraticizzare i processi di apprendimento e la scienza stessa superando le barriere di classe, le barriere nazionali, attraverso il linguaggio per immagini (e l’unificazione della scienza).

Oggi, l’ISOTYPE può essere importante come “linguaggio d’aiuto”; in questo senso, esso potrebbe avere rilievo per la ‘didattica speciale’ per gli allievi con disturbi dello spettro autistico. In generale, l’ISOTYPE può contribuire, in una società in cui la comunicazione avviene sempre più per immagini, a stimolare l’attenzione ai problemi di traduzione della parola in immagine e dell’immagine in parola, contribuendo a evitare l’appiattimento della parola sull’immagine e il conseguente uso dell’immagine come strumento manipolatorio delle masse che è il rischio più grave, oggi. Infatti, l’ISOTYPE nasce per darci un’immagine scientifica della realtà, è il gradino dal quale partire per sviluppare l’astrazione nella quale risiede la facoltà della critica scientifica delle immagini mistificatrici che limitano la libertà di  scelta dell’individuo-massa, cioè dell’attuale abitatore della ‘metropoli globale’.

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
Giornalista, inizia l’attività saggistica per la rivista Filosofia. Vincitrice del Premio Gravina 2001 con l’opera Critica della Ragion Poetica di Gianvincenzo Gravina (Mimesis 2001); ancora sul Gravina pubblica per Brenner nel 2003. Tra i suoi scritti: Percorsi di storia della filosofia contemporanea (Hastaedizioni, 2005) e uno studio sul filosofo Vincenzo Gioberti (Accademia dei Lincei, 2005-2007).

TIZIANA CARENA

Giornalista, inizia l’attività saggistica per la rivista Filosofia. Vincitrice del Premio Gravina 2001 con l’opera Critica della Ragion Poetica di Gianvincenzo Gravina (Mimesis 2001); ancora sul Gravina pubblica per Brenner nel 2003. Tra i suoi scritti: Percorsi di storia della filosofia contemporanea (Hastaedizioni, 2005) e uno studio sul filosofo Vincenzo Gioberti (Accademia dei Lincei, 2005-2007).

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